il 5 giugno a napoli……

Nella categoria [ Eventi giornalieri ]

evento incontriamoci …con sorpresa!!!!!!

Dopo una rapida presentazione, il Presidente ipasvi di napoli ,CIRO CARBONE

è rimasto molto felice dell’iniziativa e

ha promesso la sua presenza il 5 giugno salvo imprevisti,

ed inoltre ha garantito uno spazio dedicato al nostro gruppo sul giornale NAPOLISANA edito dal collegio di Napoli.

alt

al seguito

vi suggerisco di andare tutti a piazza del plebiscito dove in serata ci sara’ la festa mtv con .ospiti quali

..giusi ferrero ,noemi ,the bastard, gemelli diversi ,zero assoluto …etcc…
perche’ dopo non ci andate tutti?
cosi’ il gruppo infermieri potra trascorrere ‘ un giorno di …extra extra..straordinario tutto per se’..!
vi saluto con affetto come sempre e spero sarete numerosi …e che vi divertiate tanto …
e mi raccomando portate tanti striscioni …..!!!!!!

NAPOLI LIVE! - Il 5 giugno in Piazza Plebiscito G.Ferreri, Zero Assoluto, GDV… - Leggi le news su Origine: www.mtv.it

condividete …please!!!

by virgy

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3 Commenti su “il 5 giugno a napoli……”

  • UMBERTO
    11 giugno, 2009, 8:46

    lunedì 8 giugno 2009
    La gaddhina faci l’ovu e alu gaddhu ‘nci bruscia lu culu

    Esposito Umberto

    Un detto calabrese uscito fuori durante una discussione sulla sanità e sul lavoro degli infermieri. Ovviamente il mio interlocutore era calabrese. Com’è uscito fuori? Si parlava del famoso TFR. Cos’è il TFR? Il TFR (per quei pochi che non lo sanno) “o liquidazione “ è una quota pari a circa un mese di stipendio che il datore di lavoro, mensilmente, mette da parte e restituisce alla fine del rapporto di lavoro. Per legge è rivalutato dell’1,5% fisso + il 75% del tasso d’inflazione (totale rende circa il 3% annuo). Un lavoratore dipendente con più di otto anni di servizio “dovrebbe” avere la facoltà e il diritto di un anticipo sul TFR nella misura massima del 70%. La normativa per i dipendenti INPDAP non è attuabile nel comparto sanità.
    Esempio: se il governo stanzia 1000,00 euro, una parte di questi serve per pagare la liquidazione, un’altra parte per sovvenzionare mutui per acquisto casa e per ultimo, piccoli prestiti. La liquidazione è erogata in sei mesi; tre mesi per pratiche burocratiche e altri tre mesi per problemi tecnici (!).
    I mutui sono erogati a tutti gli iscritti all’INPDAP quindi i tempi di attesa, sono lunghi e i tassi d’interessi sono sì bassi, ma si discostano poco da quelli delle banche che, pur di fare concorrenza, si sono adeguati e sono più veloci. I piccoli prestiti in questo periodo sono virtuali. Infatti, per usufruirne, i tempi d’attesa variano tra gli otto e più mesi. In pratica, pur versando contributi, pur avendo messo da parte con tasse assurde soldi nostri, gli stessi sono congelati o meglio dire usati per tutti, tranne che per noi. Dopo questa premessa burocratica, cercherò di essere sintetico con la speranza di stimolare chi non reagisce, oppure non si rende conto che il nostro è un lavoro difficile, per uno stipendio di merda; rispetto al ruolo che copriamo nel comparto sanità, nei carichi di lavoro e delle storiche sigle sindacali che non hanno mai rivalutato la categoria, appiattendola nel comparto sanità.
    Negli ultimi anni decine di colleghi sono morti, molti di essi avevano contratto debiti con banche, oppure con strozzini, per far sposare una figlia, comprare una macchina, fare un viaggio, oppure un mutuo interminabile, con tassi d’interesse alle stelle, tutto conclusosi con la morte, che non concede prestiti a lungo termine e per molti, si è dovuto fare una colletta per pagare il funerale. I sindacati non hanno mai fatto nulla e non prendono mai in considerazione, la prospettiva di battersi affinché (cosa che succede in altre aziende) l’anticipo sull’TFR diventi un sacrosanto diritto, perché i soldi sono nostri e inoltre, cercare di far capire, a chi non vuol capire, che alla nostra categoria venga riconosciuto, il carattere di lavoro usurante, che darebbe a tutti la possibilità di usufruire di tre anni, di prepensionamento. Discorso utopistico? No! Ho sempre sostenuto che per fare sindacato bisogna conoscere le problematiche dei lavoratori e lavorare sui reparti. Chi non conosce il lavoro di reparto, poco conosce la nostra situazione e i nostri eterni disagi lavorativi. Bisogna dire basta al quieto vivere o del “bene comune”. Bisogna sensibilizzare non solo il personale “vecchio”, ma anche i giovani che si affacciano a questa importante professione, sminuita economicamente e professionalmente. E bisogna ricordare … lo ripeterò sempre, che, sino a quando i politici, che hanno rubato e continuano a rubare sulla sanità pubblica; senza pagarne le conseguenze in un paese che si definisce civile, saremo solo noi (cosa che sta succedendo) a subire le conseguenze, materialmente sulla busta paga e professionalmente sul lavoro … perché i sindacati, dispiace dirlo, in questo momento non emettono alcun suono, pur aprendo la bocca.
    Dimenticavo. La traduzione alla lettera è ”la gallina fa l’uovo e al gallo gli brucia il culo”

  • 11 giugno, 2009, 10:01

    grande ….e’ proprio di infermieri come te che cerchiamo per svegliare tutti gli altri dai loro inabbissati sogni ….
    non se se ne fai gia’ parte o no ,ti linko gli indirizzi dove ci riuniamo a commentare e a cercare di spronare ….le coscienze infermeristiche a farsi valere di piu’ e ad affermare i propri diritti
    http://www.facebook.com/group.php?gid=48081240921
    gruppo gli infermieri li pagano tropo pocooooo
    e sito web http://www.infermierincazzati.it/

    sarei compiaciuta ad averti fra noi…!!!!
    e comunque ..bello il detto calabrese ….

  • 11 giugno, 2009, 12:45

    http://www.youtube.com/watch?v=CLkMlMx3IRQ
    ed ora ascoltate un po’ sto video …..
    e poi …ditemi …se abbiam ragione o meno a lamentarci che ci pagano troppo poco …….

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